Jazz al buio: quando l’ascolto diventa esperienza


Il concerto “Jazz al buio. La musica con altri sensi”, ospitato il 14 aprile al Teatro Splendor di Aosta, ha registrato un’affluenza oltre le aspettative, segnale concreto di un interesse diffuso verso format culturali capaci di proporre esperienze non convenzionali. La partecipazione è stata tale da superare la capienza prevista, confermando la forza attrattiva di un’iniziativa che ha saputo coniugare proposta artistica e riflessione sui sensi.

L’evento si inserisce nel progetto “Sensi + Tecnologia per l’autonomia”, sviluppato in co-progettazione con il Dipartimento Politiche sociali della Regione Valle d’Aosta. Il progetto vede come capofila l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Valle d’Aosta, insieme all’Ente Nazionale Sordi e al Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta. In questo contesto, l’esperienza non è stata pensata come semplice performance musicale, ma come dispositivo culturale capace di stimolare una maggiore consapevolezza sul tema dell’accessibilità.

L’elemento centrale è stato l’uso del buio come strumento progettuale. La riduzione quasi totale della luce, rafforzata dall’utilizzo di mascherine, ha eliminato il riferimento visivo, spostando l’attenzione sull’ascolto e sulle percezioni interne. In assenza di immagini, la musica ha assunto un ruolo diverso: non più accompagnamento, ma spazio da esplorare.

Il Peak Trio, composto da Michel Dellio al sax soprano e contralto, Luca Gatullo al basso elettrico e Gabriele Peretti alla batteria e percussioni, ha lavorato in piena coerenza con questa impostazione. L’esecuzione senza supporti visivi e con illuminazione minima ha richiesto un livello elevato di interiorizzazione del repertorio, favorendo un allineamento percettivo con il pubblico. Questa condizione condivisa ha reso la relazione tra musicisti e spettatori più diretta e meno mediata.

Anche la costruzione del programma ha seguito una logica precisa. A partire da una base jazzistica, il trio ha sviluppato un percorso sonoro aperto, attraversando atmosfere e riferimenti diversi, fino a includere elementi riconoscibili anche al di fuori del genere. I brani originali hanno avuto un ruolo centrale nel guidare l’immaginazione degli ascoltatori, trasformando il concerto in un’esperienza narrativa e sensoriale.

Il lavoro del trio si inserisce inoltre in una ricerca già avviata in precedenti progetti, orientata all’interazione tra musica e altri linguaggi espressivi. Questo elemento contribuisce a dare continuità a un percorso artistico che trova nel contesto di “Jazz al buio” una sintesi particolarmente efficace.

Il valore complessivo dell’iniziativa risiede nella sua capacità di tradurre principi astratti in esperienze concrete. Accessibilità e autonomia non vengono presentate come concetti, ma come condizioni sperimentabili. Il pubblico non osserva, ma partecipa.

“Jazz al buio” dimostra come sia possibile ripensare l’esperienza culturale intervenendo non solo sui contenuti, ma sulle modalità di fruizione. Il risultato è un modello replicabile, in cui innovazione, inclusione e qualità artistica convergono in un’unica proposta coerente.


La condivisione dell’esperienza.

Ecco alcuni estratti dai messaggi ricevuti.

Un’esperienza bellissima: i giovani musicisti danno ispirazione a noi ragazzi di proseguire nella vita con la musica. Grazie.


Meraviglioso a dir poco. Un’esperienza indescrivibile


Un’esperienza forte, organizzata e realizzata con una sensibilità e un’attenzione alla cura e al dettaglio emozionanti… grazie di cuore per questa bellissima serata!


Complessità e fiducia


Caos calmo
La bella gioventù
Voglia di vivere

Inizio disagio poi smarrimento segue pace e infine la luce


Grazie mille per aver organizzato questa occasione per togliere le barriere ed essere tutti uguali seduti con una mascherina sugli occhi. Vorrei che ci fossero più occasioni simili.

Tantissime emozioni. Un gran senso di pienezza. Un senso di leggerezza, quasi come di lievitazione….

Un’esperienza sensoriale molto piacevole.


La proporrei in estate, di notte, all’interno di un parco di uno dei nostri meravigliosi castelli. Complimenti ai ragazzi del Peak Trio, davvero molto bravi nonostante la loro giovane età!


La musica colora un silenzio in grigio e nero

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